Chiudere un anno, per chi fa l’avvocato, non è mai solo “tirare le somme”.
Il 2025 è stato un anno che ci ha messo davanti nuove sfide: tempi stretti, complessità crescente, aspettative (legittimamente) altissime da parte di chi si affida a noi. E, come spesso accade, anche qualche difficoltà che non si vede dall’esterno: decisioni da prendere in fretta, priorità da rimettere in ordine, energia da gestire.
In questo scenario, come sempre, abbiamo provato a fare ciò che consideriamo essenziale: lavorare con metodo e ascolto, e spiegare in modo chiaro ciò che è complesso. Perché spesso la differenza non la fa una parola in più, ma una parola giusta.
Accanto al lavoro quotidiano, il 2025 mi ha regalato anche soddisfazioni importanti:
– a luglio è uscito “La riproducibilità dell’opera d’arte nell’epoca dell’avvento dell’intelligenza artificiale”, una riflessione su come IA e digitale stiano cambiando concetti come autenticità, autorialità e aura;
– a dicembre è arrivata “L’intelligenza artificiale generativa negli studi legali. Una guida pratica”: un progetto nato da una domanda semplice (ma enorme): come portare l’IA in studio in modo utile, consapevole e responsabile?
E non finisce qui: a febbraio 2026 partirà un corso operativo sull’uso dell’IA negli studi legali (20 ore, in videoconferenza), organizzato da FormApp, pensato per passare dalla curiosità alla pratica: strumenti, metodo, rischi, privacy, deontologia, e soprattutto controllo umano.
Grazie a chi, anche quest’anno, ci ha scelto per questioni personali, familiari e professionali spesso delicate.
Grazie al team e ai colleghi con cui condividiamo confronti, idee e infinite ore di lavoro con grande coesione e serenità anche nei momenti più complessi.
E grazie a chi crede che innovare non significhi correre più veloce, ma correre nella direzione giusta.
Buon finale d’anno. E buon 2026: con più lucidità, più strumenti, e la stessa attenzione alle persone.
— Giacomo Sottocasa
Studio Legale Sottocasa
